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perchè ci si droga?
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Di fronte a una dipendenza da stupefacenti tendiamo spesso a cercare un colpevole, un capro espiatorio, ma questo atteggiamento non aiuta a risolvere il problema. Ricercando la colpa negli altri diventiamo passivi e orientiamo i nostri sforzi nella direzione sbagliata. È invece molto utile ricercare e analizzare le cause che ci hanno indotto ad adottare un simile atteggiamento. Si tratta cioè di affrontare il problema alle radici.

Le ragioni di una dipendenza possono essere numerose e differenti. Le droghe possono essere usate in un modo ricreativo, per divertirsi e provare sensazioni fuori dal normale. È importante però essere coscienti che spesso le usiamo per essere come gli altri, per conformarci a un certo ambiente. Chi sembrerà il più felice questa sera? Chi vivrà i momenti e le emozioni più forti, le avventure più pazzesche? Chi andrà più lontano nella notte, chi sarà il più simpatico, il più brillante? A volte uscire di notte può sembrare una gara con sé stessi. Bere o usare una qualsiasi sostanza può soddisfare un bisogno di trasgressione e di appartenenza a un gruppo, anche perché il loro effetto ti fa sentire più disinibito e rilassato.

Il passaggio da un uso episodico ricreativo ad un consumo regolare aumenta il rischio di sviluppare una dipendenza dalle sostanze, siano esse illegali o no.

Una teoria di origine psicologica rispetto alla dipendenza dall’alcol (una delle dipendenze più diffuse) fa riferimento ai modelli dell’apprendimento sociale. Secondo questa prospettiva, la dipendenza è un comportamento appreso, risultato da un rinforzo delle esperienze piacevoli e dall’allontanamento di quelle negative. Il consumo di sostanze può essere associato ad una riduzione della tensione, ad una sensazione di rilassamento, e all’approvazione dei pari. Il consumo di sostanze può così essere percepito come norma e come abitudine positiva di uno stile di vita che incoraggia il divertimento e la disinibizione.

Non esiste nessuna ricetta infallibile per passare un bel fine settimana. Una cosa però è certa: se non stai bene con te stesso, nessuna droga ti aiuterà a sentirti meglio.

Le droghe amplificano unicamente gli stati d’animo positivi e negativi che dipendono in larga misura dalle tue aspettative, dalla tua condizione fisica, dallo stato d’animo (set), dal dosaggio della sostanza (drug), e dall’atmosfera che ti circonda (setting).

Sono molti i fattori psicologici che possono condurre alla tossicodipendenza: depressione, angoscia, trasgressione, eccessiva sensibilità, insoddisfazione verso la vita, paura delle responsabilità e degli impegni. Una persona che presenta queste caratteristiche può così ricercare la soluzione alle sue problematiche attraverso il consumo di stupefacenti. Spessissimo le persone dipendenti dalle droghe soffrono di gravi disturbi della personalità, quali una scarsa capacità di fare fronte agli impulsi e alle frustrazioni, una modalità di soddisfazione delle proprie esigenze secondo un poco realistico modello tutto-e-subito, una tendenza alla depressione, una costante eccessiva richiesta di risultati e di efficienza rivolta a se stessi. Il ricorso alla sostanza diventa così la risposta artificiale e immediata a un bisogno che non si ha tempo e modo di soddisfare altrimenti. Dopo periodi più o meno lunghi in cui l’uso di sostanze rimane limitato ed episodico, spesso il bisogno compulsivo di droga aumenta progressivamente. In circostanze del genere la propria situazione reale tende a “sfuggire di mano”, causando spiacevoli conseguenze nella vita quotidiana e nel vissuto personale. Il ricorso a sostanze diventa il tentativo di “automedicazione” di disagi, conflitti e lacerazioni interiori e con l’ambiente di appartenenza; non solo non rappresenta un tentativo di automedicazione, ma paradossalmente un vero e proprio supporto esterno che aiuta ad affrontare la vita, le difficoltà personali e persino i problemi creati dalla stessa situazione di dipendenza. L’uso di droga è prevalentemente una via di fuga, un rifugio, qualche cosa in cui si cerca ciò che non si ha o che non si trova. È la fuga dall’insoddisfazione, dal vuoto, dalla paura, dalle delusioni e dalla mancanza di ideali. In queste condizioni è facile scegliere la fuga e il disimpegno da tutto. Il consumo di sostanze pone tutti di fronte a dei rischi, spesso difficilmente valutabili. Occorre però differenziare la “pratica del rischio”, momento di confronto con sé stessi utile alla crescita, dalle pratiche di disimpegno e di autodistruzione, che sono sicuramente dannose per la tua salute. Le droghe, innalzate a strumento di automedicazione e supporto, appartengono a questa seconda categoria. Non sono una pratica di un rischio cui è legata una crescita, ma una forma di autoannullamento all’interno di un consumo spesso problematico.

La droga è poi eretta a simbolo di rifiuto e usata come strumento di cameratismo e di iniziazione nei gruppi di appartenenza. Sono in molti a vedere nella droga un mezzo per ribellarsi contro qualcosa, un modo sicuro per catturare l’attenzione o perché “fa tendenza”.

   
 

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