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La
sostanza
La salvia divinorum è una pianta perenne
appartenente alla famiglia delle labiatae, come la
menta e la comune salvia da cucina. Originaria del
Messico, questa pianta cresce solamente nella
regione di Oaxaca dove è conosciuta come Ska Maria
Pastora, parola ispano-mazateca che significa foglie
di Maria la pastora. La Salvia divinorum deve il suo
nome all’impiego che tradizionalmente ne veniva
fatto dagli indegeni Mazatechi, che masticandone le
foglie o attraverso infusi, si servivano delle
proprietà psicadeliche di questa pianta soprattutto
nella divinazione, cioè nello scoprire le cause di
diverse malattie o gli autori di furti o delitti
all’interno della comunità.
La salvia divinorum si caratterizza per i suoi
effetti psicoattivi, dati dalla presenza di
Salvinorin A, principio attivo con una struttura
unica rispetto a quello di altri allucinogeni. Della
pianta vengono utilizzate le foglie essiccate,
queste possono essere masticate, fumate, o
sminuzzate.
La particolarità di questa sostanza, così come
quella di altri allucinogeni come funghi, LSD o
ketamina, non sta nella loro tossicità fisica,
quanto nell’imprevedibilità dei loro effetti
psicologici.
Gli effetti
Agendo su un particolare ricettore chiamato
k-oppioide (KOR), già conosciuto per la sua capacità
di causare “strani” effetti psicoattivi, la salvia
divinorum provoca effetti fisici che vanno dalle
difficoltà di coordinazione dei movimenti e
dell’espressione verbale, all’aumento della
sudorazione fino a dei casi di leggera ipotermia.
A livello psichico, a differenza di altri composti
psicoattivi, l’effetto della salvia divinorum
dipende dalla sensibilità di chi ne fa uso. Mentre
alcuni avvertono subito gli effetti, altri li
percepiscono solo dopo più assunzioni e alcuni non
avvertono nessun effetto. Gli effetti psichici della
sostanza dipendono in larga misura del
set,
dal setting e dalla quantità e della qualità
della sostanza consumata (drug).
Se fumata la salita avviene intensamente nel giro di
pochi minuti e l’intera esperienza si esaurisce in
meno di un’ora. Con la masticazione invece il
principio attivo viene assorbito più lentamente e
l’effetto, percepito dopo circa 10-20 minuti, è di
più lunga durata (da una a 3 ore).
A seconda della quantità utilizzata, la salvia
divinorum modifica temporaneamente lo stato di
coscienza ordinario con variazioni più o meno
intense delle percezioni sensoriali. Queste
sensazioni vanno dal facilitare l’introspezione
interiore fino alla totale perdita della percezione
corporea, dando al consumatore la percezione di
essere tirato o torto da forze esterne, di potersi
vedere dall’esterno o rivivere momenti del proprio
passato, soprattutto dell’infanzia.
Questi effetti seppur brevi, possono essere molto
intensi ed essere percepiti come sgradevoli o
negativi a tal punto da poter sopraffare chi fa uso
della sostanza, bad trip. Ricorda che ciò che
sta succedendo è provocato dalla sostanza, perciò è
passeggero.
Rischi e effetti secondari
A breve termine, i rischi non sono legati alla
tossicità fisica della sostanza ma
all’imprevedibilità degli effetti psichici e ad
eventuali difficoltà nella gestione dell’esperienza.
Possono infatti manifestarsi stati confusionali che
possono sfociare in incidenti dovuti alla perdita di
coordinazione così come psicosi o altri disturbi
psichici. Al termine dell’esperienza, se la pianta è
fumata, può sopraggiungere una leggera emicrania.
A medio lungo termine, non è ancora stato possibile
studiare gli effetti di questa pianta essendo il suo
consumo ancora poco diffuso. Ciononostante i
ricercatori ritengono che i rischi della salvia
divinorum siano simili a quelli di tutte le altre
sostanze psicadeliche. Le esperienze con queste
sostanze necessitano di tempo per essere elaborate
e, un’eccessiva frequenza d’assunzione, soprattutto
per chi non ha ancora completato la maturazione
psicologica, può compromettere l’equilibrio psichico
scatenando depressione, insonnia, psicosi e disturbi
paranoici.
La salvia divinorum non induce dipendenza fisica né
tolleranza, al contrario, gran parte dei consumatori
riferisce un aumento di sensibilità agli effetti
della pianta dopo più assunzioni.
Safer use
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Non consumare salvia divinorum se soffri di
disturbi fisici o psichici.
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Se hai deciso di utilizzarla, fallo con gente di
cui ti fidi e in ambiente rassicurante. Una
persona fidata e lucida che ti affianca nel
“viaggio” può aiutarti a superare eventuali
momenti difficili.
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Evita i mix con alcol e altre sostanze,
aumenterebbero esponenzialmente i rischi.
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Se fumi cerca di rimanere seduto, l’effetto
quasi istantaneo porta a perdita di
coordinamento con il rischio di cadute e
incidenti.
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Fai molta attenzione se scegli di utilizzare
estratti, la maggior concentrazione di principio
attivo presente rende necessaria una particolare
attenzione ai dosaggi.
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Non assomigliando a nessun altra sostanza,
esperienze con allucinogeni fatte in precedenza
non ti rendono più preparato all’esperienze che,
seppur breve, può essere molto intensa.
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Generalmente è meglio non assumere questa
sostanza (ed in generale tutti gli allucinogeni)
a stomaco vuoto o eccessivamente pieno. È meglio
mangiare qualcosa di leggero qualche ora prima
dell’assunzione.
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Se gli effetti non si fanno sentire, aspetta
prima di assumerne ancora, la salita a volte
dura più del previsto.
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Sotto l’effetto della salvia divinorum evita di
alzarti e camminare, l’equilibrio e la capacità
di coordinazione dei movimenti sono precari. Si
rischia di inciampare, cadere e farsi male: per
questo evita di compiere azioni che richiedano
concentrazione e responsabilità, come guidare,
nuotare o correre.
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Se senti sensazioni spiacevoli o ansia cerca di
stare tranquillo e non farti prendere dal
panico, prova a rilassarti e lascia che gli
effetti facciano il loro corso. Più provi a
“controllare” il viaggio più rischi di entrare
in bad trip. Lasciati andare e aspetta
che il viaggio finisca, assieme ad esso finirà
anche il bad trip.
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Quando arriva la discesa, riposati, distenditi e
magia prodotti che contengano zucchero e
vitamine.
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Evita di ripetere l’esperienza prima di alcune
settimane (almeno un mese). Farne un uso troppo
frequente aumenta i rischi.
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Se qualcuno sta avendo un
bad trip cerca
di fare il possibile per calmarlo e rassicuralo
senza essere troppo insistente (ogni tuo gesto
può essere mal interpretato). Ricordagli che gli
effetti della sostanza sono destinati a finire e
non esitare a chiamare soccorso (tel. 144)
nel caso in cui le condizioni non migliorino.
Solo i medici possono somministrare farmaci che
consentono una rapida discesa degli effetti.
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