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La sostanza
Il caffé è una sostanza tonica e psico-stimolante
ottenuta a partire dai semi contenuti nel frutto di
tre specie di piante originarie degli altopiani
dell’Etiopia (Coffea arabica, con due varietà
arabica e robusta, Coffea liberica e Caffea
excelsa). Il caffé contiene degli alcaloidi, in
particolare caffeina (dal 2 al 5%), teofillina e
teobromina, con proprietà farmaceutiche e
psico-stimolanti. Il caffé non contiene sostanze
genotossiche o cancerogene, suscettibili di
provocare, a dosi usuali, conseguenze cliniche.
Gli effetti
In generale, la caffeina aumenta la vigilanza e la
resistenza alla fatica, ma diminuisce la durata e la
qualità del sonno. La caffeina accelera la
respirazione e la frequenza cardiaca, favorisce la
diuresi e facilita il transito intestinale. La
caffeina è inoltre utilizzata per il trattamento
dell’emicrania grazie alle sue proprietà
vasodilatatrici.
Rischi e effetti secondari
La sensibilità individuale al caffé è molto
variabile a seconda delle persone. Il caffeismo (o
caffeinismo) è una forma di dipendenza che insorge
da un consumo abusivo di caffé per approfittare
delle sue proprietà psico-stimolanti. Il caffeismo
si manifesta attraverso palpitazioni cardiache,
vertigini, dilatazione delle pupille e spesso si
traduce in un’angoscia intensa. Chi ne soffre, non
riesce a mantenere l’attenzione, ma questi sintomi
scompaiono spontaneamente dopo qualche ora.
L’intossicazione cronica (legata ad un forte e
costante consumo) provoca dei disturbi nervosi:
insonnia, tremori, nervosismo, vertigini, umore
instabile, così come dei disturbi cardiaci e
digestivi (accelerazione del transito intestinale,
ulcere gastriche). Infine, l’intossicazione cronica
da caffeina favorisce perfino l’insorgere di
un’incontinenza precoce.
Il caffeismo è spesso associato all’alcolismo e, in
questo caso, può accelerare il sopraggiungere di
situazioni deliranti.
Safer use
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La quantità di alcaloidi presenti in una tazza
di caffé aumenta con la durata del “lavaggio” e
con la taglia della macinatura: un caffé
attenuto per percolazione sotto pressione
(espresso), contiene quindi meno caffeina di un
caffé preparato per infusione (caffé-filtro),
anch’esso meno carico di alcaloidi di quello
preparato attraverso un decotto (caffé turco).
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La dose massima di caffeina che si consiglia di
non superare nel corso di una giornata
(soprattutto in caso di ansia o gravidanza) è di
4 tazzine di caffé.
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